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Azienda agricola impegnata nel sociale

Custodire l’ambiente e il paesaggio

Problema
In questo periodo abbiamo avuto sentore di quanto siamo piccoli e fragili, e di quanto sia importante il
rapporto con il mondo in cui viviamo. Abbiamo anche posto un’attenzione diversa a ciò che mangiamo,
riscoprendo il valore del cibo genuino e preparato con amore. Questi due aspetti, inscindibili dalla nostra vita,
possono essere affrontati insieme. Inoltre, il Coronavirus ha creato nuove fragilità sociali e evidenziato quelle
già presenti. Si tratta di cose che non possono essere ignorate se vogliamo ripartire verso un mondo migliore,
senza lasciare nessuno indietro!

Obiettivi
• Produrre cibo di qualità per il consumatore e per l’ambiente, riducendo al massimo l’impatto delle attività
produttive e garantendo agli animali il massimo livello di benessere.
• Salvaguardare e valorizzare la biodiversità nazionale delle specie zootecniche.
• Proporre sul mercato del lavoro persone provenienti da situazioni sociali problematiche, fornendo loro i mezzi per trovare un impiego.
• Far conoscere e diffondere il modello di azienda agricola, con la speranza che possa diventare sempre più diffuso nel mondo come alternativa agli allevamenti intensivi.

Soluzione
Creare un’azienda agricola biodinamica e biologica. L’allevamento dovrà essere estensivo, e concentrarsi sul recupero di specie autoctone. Il nostro Paese ha un meraviglioso patrimonio di biodiversità nelle specie zootecniche, ma la scarsa produttività o la difficile gestione in allevamenti intensivi ne sta decretando la scomparsa. Tuttavia si tratta di una perdita enorme e intollerabile, tanto più che queste razze autoctone portano in sé qualità ottime come la rusticità e la resistenza alle malattie. Dunque non solo allevamento, ma
anche selezione, con piani mirati, per migliorarne le caratteristiche senza stravolgere le razze; e in quest’ottica di preservazione, costituire (o arricchire qualora già presenti) criobanche per semi e ovuli, in modo da massimizzare il numero di esemplari in riproduzione (minimizzando quindi i rischi di elevata consanguineità date le piccole dimensioni delle popolazioni). Un progetto del genere offre anche un serbatoio a cui attingere per i piccoli allevatori, che avrebbero così la possibilità di usufruire di animali selezionati per migliorare il livello dei loro allevamenti.

Questa azienda offrirebbe molti posti di lavoro, che sarebbe opportuno destinare a elementi sociali fragili (ad esempio carcerati da reintrodurre nel mondo del lavoro); a questi lavoratori verrà offerto non solo un impiego, ma anche formazione su ciò che fanno, in modo da permettere loro di essere in grado in futuro di mettere in piedi un’attività propria oppure di ottenere un posto come operai specializzati, in un turnover continuo per raggiungere più persone possibili e dare loro questa possibilità. 

Nell’ottica della valorizzazione e della divulgazione di quest’opera, può essere inserito all’interno dell’azienda un agriturismo, nel quale sarebbe possibile dare lavoro a ragazzi con la sindrome di Down, come già è stato realizzato in altri progetti.

A chi rivolgersi
Enti regionali, associazioni di allevatori e agricoltori, consorzi di allevatori che già salvaguardano razze autoctone, criobanche già esistenti; organizzazioni che si occupano di persone con sindrome di Down e di reinserimento socio-lavorativo dei carcerati.

Tosca

20 anni, Livorno