fbpx

Fondo di imprese e famiglie a fianco dei giovani innovatori

“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.

Don Lorenzo Milani

Da cosa pensi l’Italia debba ripartire?

In queste settimane molto difficili per l’Italia ci sono stati diversi segnali positivi, tra cui: il moto di solidarietà diffuso, fatto di azioni singole e di meccanismi già consolidati all’interno delle comunità territoriali e a livello nazionale; l’ibridazione e collaborazione di mondi finora tra loro distanti che si sono auto-organizzati per supportare le persone più vulnerabili.Credo che l’Italia debba ripartire da qui, da un’organizzazione delle catene di solidarietà e dall’abbattimento di steccati che bloccavano la collaborazione tra soggetti e istituzioni provenienti da mondi diversi.

Quale primo passo concreto suggerisci e vorresti realizzare?

Il primo passo concreto penso possa essere quello di individuare azioni piccole ma concrete a livello delle singole comunità, che una volta sperimentate possano diventare delle policies scalabili per i territori. Ad esempio creare un fondo economico-solidale, affidato a istituzioni comunitarie, alimentato su base volontaria da persone e imprese che si impegnano a destinare l’1% del loro reddito.

Il fondo permetterà di riequilibrare le opportunità e le capabilities (A. Sen) per i ragazzi che vivono in famiglie e contesti di forte deprivazione.

Grazie alla collaborazione con gli uffici scolastici provinciali e le scuole si individueranno i ragazzi tra i 17-18 anni, quindi nel passaggio alla vita adulta, che più di tutti hanno mezzi socio-economici-culturali squilibrati e si darà loro una “dote” economica insieme all’affiancamento di un “mentore” volontario e di una rete locale ed extra-locale di supporto.

Al contempo gli assegnatari di questa “dote” dovranno impegnarsi a realizzare un progetto di ricaduta sociale per la comunità che li ha aiutati.

Giuseppe

35 anni, Licata - Agrigento