fbpx

In base a risultati raggiunti dai dipendenti, in relazione a parametri di qualità, operosità, salute sicurezza e ambiente, gli stessi dipendenti possono scegliere uno o più fra gli investimenti condivisi in sede di contrattazione collettiva. Tali investimenti sarebbero detassati.

Desidero avanzare una proposta, che possa riguardare le persone al lavoro, favorendo non solo la produzione di valore e l’immobilizzazione di capitale nei luoghi dell’operatività, ma pure la generazione di valori sociali e culturali. Detta proposta è ispirata dall’ambizione che si riconosca, nelle sedi del lavoro, un ambiente comunitario, dove la protezione dei lavoratori sia imperniata su una visione di bene comune per le persone e l’impresa. 

La proposta, per potersi realizzare, abbisogna del coinvolgimento – e in un certo modo, dell’alleanza – di quattro categorie di soggetti: lo Stato, le rappresentanze sindacali dei lavoratori, i lavoratori medesimi e le Direzioni aziendali. 

Il nome per la proposta è “Fabbrichiamo futuro sicuro”. Essa prevede, innanzitutto, un’azione mirata di piena detassazione da parte dello Stato, per certi investimenti che si realizzino sui mezzi materiali necessari al lavoro: impianti e strumenti per l’operatività, dispositivi individuali di protezione, locali di lavoro. 

Circa metodo e scopo volti a caratterizzare detti investimenti, mi vado a spiegare. 

È risaputo che, all’interno della contrattazione collettiva di secondo livello, è possibile definire premi di risultato in favore dei dipendenti; detti premi rispondono all’obiettivo di incentivare comportamenti virtuosi, redistribuendo, in una certa misura, il vantaggio economico prodotto per l’azienda. 

Similarmente, al momento della sottoscrizione degli integrativi aziendali, voglio che si immagini la possibilità di individuare alcuni investimenti, i quali appartengano al novero delle azioni praticabili in materia di salute, sicurezza e ambiente. Può dunque stabilirsi che, se certi risultati sono raggiunti dai dipendenti, in relazione a parametri di qualità (cura per il prodotto o il servizio), controllo dell’assenteismo (operosità), oppure salute sicurezza e ambiente (cura di sé e degli altri), gli stessi dipendenti abbiano poi la facoltà di scegliere, tramite referendum, uno o più fra gli investimenti condivisi in sede di contrattazione collettiva. 

Gli investimenti che, grazie a questo metodo, si giunga a scegliere e a mettere in pratica, sarebbero completamente detassati. Essi – si ribadisce – dovrebbero potersi spiegare nell’ottica della tutela di salute, sicurezza e ambiente; in aggiunta, bisognerebbe che (in una certa misura, da approfondire) essi siano significativi, rispetto all’insieme degli investimenti praticati dall’impresa in un certo arco temporale. 

Fabbrichiamo futuro sicuro” potrebbe, allora, contribuire alla generazione di un’attitudine virtuosa, con la messa in relazione degli attori istituzionali in campo, e il germoglio e la maturazione di un’esperienza del lavoro sempre più corresponsabile, e orientata a un futuro sicuro.

Andrea

26 anni, Treviolo - Bergamo