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Cooperazione tra azienda e lavoratore per incontro mensile di formazione su temi d'attualità

Andrà tutto bene!

È il motto di questo tempo.

Non basta scriverlo ovunque però, perché accada. Se davvero andrà tutto bene e impareremo qualcosa da questo periodo, sarà perché saremo stati protagonisti delle riflessioni e dei cambiamenti che questo evento e le sue conseguenze hanno e avranno sulle nostre vite.

Viene da chiedersi “da dove partire” tra la moltitudine di esigenze, desideri e sogni che custodiamo guardando ciò che ci circonda. 

Il bisogno di “cambiare qualcosa” nel mondo in cui viviamo non nasce in questo periodo particolare, era già presente prima della pandemia. Ora però diventa impossibile vivere e far finta di nulla. Il coronavirus ci ributta prepotentemente nel tempo, ci fa uscire da quella sensazione di “immortalità” per cui “non c’è fretta” di cambiare lo status quo.

Tra i temi concreti che attanagliano il nostro tempo, oggi sempre più evidenti, la sostenibilità, l’essenzialità, la spiritualità. 

Sostenibilità lavorativa, ambientale e famigliare delle nostre vite: quante trasferte sono pressoché inutili, quanto i lavori che facciamo producono prodotti insostenibili dal punto di vista ambientale, quanto spesso è insostenibile il rapporto tra tempo lavorativo e personale.
Questa quarantena ci getta in un ambiente nuovo, fatto di essenzialità, più o meno forzata: negli spostamenti, nelle relazioni, nei consumi. Un tempo così può aiutarci a ragionare su cosa/chi sia davvero importante: dalle relazioni al tempo fino alle cose di cui ci circondiamo. 

Queste ragionamenti, che nella solitudine e nella ristrettezza degli incontri sorgono spontanei, ci traghettano immediatamente verso le domande esistenziali della nostra vita, verso quella spiritualità spesso sommersa sotto mille impegni quotidiani.

Da dove partire allora? Qual è la chiave di lettura di fronte a questi temi, tutti intrinsecamente connessi e parimenti importanti? 

Ci rendiamo immediatamente conto della complessità del mondo in cui viviamo: ci mancano gli strumenti per rispondere a queste domande ed essere attori principali di questo tempo. La nostra conoscenza è spesso estremamente settoriale rispetto alla nostra formazione e lavoro. Siamo incapaci di spirito critico nei confronti di ciò che accade, inabili a scegliere e trasportati dalle emozioni del mondo in cui siamo immersi. 

Un primo passo concreto allora è la proposta di una formazione ad ampio spettro, che possa renderci curiosi del mondo che ci circonda, un po’ più capaci, se non di comprensione, quantomeno di domande. 

Una formazione che possa essere permanente, accordo solidale nella società in cui viviamo, intento comune tra istituzioni, enti di formazione e aziende o in generale luoghi di lavoro.

PROPOSTA
Formazione facoltativa dei dipendenti di un’azienda su temi che riguardino la quotidianità
di molti. Esempi, del tutto indicativi:
– Lavoro ed economia dopo il Coronavirus
– Quali suggerimenti per le famiglie durante e dopo questo periodo?
– Quale società dopo il Coronavirus
– Il diritto alla salute: cosa ci insegna questa pandemia?

SOGGETTI COINVOLTI
Ente formativo, Azienda

MODALITA’
Proposta ai dipendenti di un incontro al mese in azienda, parzialmente all’interno dell’orario
lavorativo (es. dalle 16 alle 18).
Un’ora viene “regalata” dall’azienda per la formazione dei lavoratori, l’altra è “investita”
dal lavoratore.
Possibilità di ascolto e di confronto con i relatori che intervengono di volta in volta.

OBIETTIVI
– Avvio di un processo a lungo termine di “alfabetizzazione” del cittadino rispetto a
temi quotidiani e fondamentali nelle nostre vite
– Formazione delle aziende e degli ambiti lavorativi ad una responsabilità civica
rispetto ai propri dipendenti.
– Creazione di relazioni, luoghi di confronto, senso di appartenenza e senso di
comunità nei luoghi di vita.

Simone

31 anni, Rescaldina - Milano